Confindustria Marche, Confindustria Macerata in qualità di capofila e le territoriali di Ancona, Ascoli Piceno, Fermo e Pesaro Urbino, con la collaborazione dell'Università di Macerata, della Banca Popolare di Ancona, Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Fermo, Federazione Regionale delle Banche di Credito Cooperativo, sono i promotori del progetto denominato "Aggregazioni d'impresa e crescita dimensionale"

Scopo del progetto è analizzare le problematiche vissute dalle imprese di piccola dimensione nell'affrontare la competizione globale, fornendo altresì degli strumenti volti concretamente ad agevolare processi di crescita e di aggregazione.

Gran parte del successo del cosiddetto "modello marchigiano" risiede nella presenza di un gran numero di piccole imprese che, specie nelle aree distrettuali, hanno realizzato una sorta di grande impresa a rete. Le condizioni che hanno permesso questa tipologia di sviluppo stanno mutando conseguentemente alla globalizzazione dei mercati e sempre più viene messa in risalto la necessità di avere imprese maggiormente strutturate.

La crisi ha enfatizzato alcune criticità per poter concorrere adeguatamente sui mercati. Occorre quindi perseguire la crescita dimensionale delle nostre imprese: ciò può avvenire sia per vie interne che per aggregazione tra imprese.

É già stata avviata la prima fase del progetto, rivolta a raccogliere dati significativi per fare il quadro della situazione: a tale proposito chiediamo alle aziende di compilare il questionario elaborato dall'Università di Macerata.

I risultati di questa indagine verranno elaborati in forma anonima e presentati nel corso di un convegno, da attivarsi agli inizi del prossimo anno, che segnerà la seconda fase del progetto, destinato all'individuazione di nuove forme di crescita e di aggregazione per competere con il mercato internazionale. In particolare le iniziative saranno rivolte:

  • alla formazione delle nostre imprese sul tema in oggetto;
  • alla sperimentazione di nuove linee di "finanza di distretto" e di "filiera";
  • all'approfondimento del "contratto di rete": sue potenzialità e utilizzo;
  • all'individuazione di proposte operative per nuove linee regionali di intervento su distretti e reti di imprese.



    Intervistato:

    Nome e Cognome:


    Funzione:


    Azienda:


    Sezione I: Conoscenza delle varie forme di aggregazione

    L'interlocutore risponda alle seguenti domande:

    Scarsa Media Buona Ottima
    Acquisizioni
    Associazioni in partecipazione
    Associazioni temporanee d'impresa
    Conferimenti
    Consorzi
    Distretti industriali
    Franchising
    Fusioni
    Gentlemen's agreement
    Gruppi d'acquisto
    Joint ventures contrattuali
    Joint ventures patrimoniali
    Reti di subfornitura
    Scambi di partecipazioni (carta contro carta)



    Sezione II: Finalità delle aggregazioni

    L'interlocutore risponda alle seguenti domande:

    disaccordo moderatamente d'accordo d'accordo pienamente d'accordo
    Per competere nel mercato pensa che le aggregazioni di imprese siano un valido strumento?
    Per accedere e penetrare i mercati intrernazionali crede che le aggregazioni siano opportune?
    Considera le aggregazioni di impresa come valido strumento per dotare l'azienda di migliore managerialità?
    Crede che da operazioni di aggregazione possano derivare anche benefici d'immagine dell'azienda (visibilità, miglioramento della reputazione, maggiore credibilità, etc.)?
    Crede che le aggregazioni siano uno strumento di crescita più vantaggioso rispetto alla crescita interna?
    Crede che le aggregazioni di impresa permettano, di fatto, un miglioramento dei rapporti con gli stakeholder?



    Sezione III: Benefici delle aggregazioni

    L'interlocutore risponda alle seguenti domande:

    disaccordo moderatamente d'accordo d'accordo pienamente d'accordo
    Crede che da eventuali aggregazioni si possano acquisire vantaggi di natura tecnologica?
    L'aggregazione è un valido strumento per il raggiungimento di economie di scala (aggregazioni tra aziende simili che portano ad economie di costi connesse alle maggiori dimensioni di capacità produttiva)?
    E' altresì un valido strumento per il raggiungimento di economie di raggio d'azione (diversificazione tramite aggregazioni tra aziende che svolgono attività dissimili e non complementari)?
    Pensa che l'aggregazione sia un valido stumento per consentire l'integrazione a monte e/o a valle della catena del valore?
    Reputa che tramite le aggregazioni possano essere raggiunte delle sinergie di ricavi?
    Reputa che tramite le aggregazioni possano essere raggiunte delle sinergie di costi diverse da quelle già sopra indicate?
    Crede che dalle aggregazioni possa derivare un aumento del potere contrattuale nei confronti dei fornitori (dilazioni di pagamento, sconti commerciali, etc.)?
    Crede che dalle aggregazioni possa derivare un aumento del potere contrattuale nei confronti dei clienti (incassi, consolidamento dei rapporti, etc.)?
    Crede che dalle aggregazioni possa derivare un miglioramento nei rapporti con gli istuti di credito ed altri finanziatori (miglioramento del merito creditizio, migliori condizioni contrattuali etc.)?
    Pensa che tramite le aggregazioni si possano stimolare anche attività relative alla ricerca e sviluppo?
    Pensa che le capacità di un'azienda di attrarre i migliori manager e dipendenti disponibili sul mercato del lavoro possano migliorare in conseguenza di eventuali aggregazioni ?
    Pensa che le aggregazioni permettano il raggiungimento, più velocemente di altre forme di crescita, delle dimensioni ideali (soprattutto nei settori ad alta intensità di capitale)?



    Sezione IV: Svantaggi delle aggregazioni

    L'interlocutore risponda alle seguenti domande:

    disaccordo moderatamente d'accordo d'accordo pienamente d'accordo
    Dalle aggregazioni derivano problemi di coordinamento tra le varie entità aggregate.
    La "perdita" parziale o totale del controllo rappresenta un ostacolo alle aggregazioni
    Le aggregazioni comportano il problema di doversi "aprire" e coinvolgere terzi
    Dalle aggregazioni derivano problemi di natura organizzativa (sovrapposizione di funzioni, riorganizzazione della struttura produttiva, etc.).
    Dalle aggregazioni derivano difficoltà d'integrazione delle strutture aziendali (anche sotto il profilo legale, contabile, etc.).
    É impossibile prevedere gli effetti sinergici delle potenziali aggregazioni.
    Dai fenomeni aggregativi derivano situazioni di incompatibilità (prodotto, mercati, immagine, competenze, etc.).
    I costi legati ad operazioni di aggregazione (costi di consulenze, perizie, oneri fiscali, etc.) sono troppo elevati rispetto agli effettivi benefici successivi.



    Sezione V: Centri erogatori di servizi

    L'interlocutore risponda alle seguenti domande:

    disaccordo moderatamente d'accordo d'accordo pienamente d'accordo
    Reputa importante l'assistenza da parte di professionisti specializzati per l'esecuzione di tali operazioni?
    Crede che attualmente, nelle Marche, siano presenti validi operatori nel settore (consulenti, società di consulenza, studi associati specializzati, merchant bank, etc.)?
    I servizi erogati dagli operatori del settore rispondono alle effettive esigenze delle imprese?
    Reputa che Confindustria Marche possa svolgere un ruolo importante per facilitare i processi di aggregazione
    Pensa che gli istituti di credito possano/debbano agevolare queste tipologie di aggregazioni?
    Pensa che altri operatori finanziari (fondi di private equity, venture capital, merchant bank, etc. ) possano/debbano avere un ruolo propulsivo nella realizzazione di aggregazioni?
    Reputa che nel nostro territorio vi sia, sul tema delle aggregazioni, un difetto culturale che di fatto disincentivi la realizzazione di tali operazioni?



    Sezione VI: Esperienza e disponibilità ad effettuare aggregazioni

    L'interlocutore risponda alle seguenti domande:

    Si No
    Ha mai effettuato un'operazione di aggregazione (di qualunque tipo ed entità)?
    Ha intenzione di porre in essere nel prossimo futuro un'operazione di tal tipo?


    TUTELA DELLA RISERVATEZZA
    I dati raccolti nell'ambito della presente indagine sono sottoposti alle regole stabilite, a tutela della riservatezza, dal Regolamento CE n. 322/97, dalla legge n. 675/96 e successive modifiche ed integrazioni (artt.1, finalità e definizioni; 8, responsabile; 10, informazioni rese al momento della raccolta; 13, diritti dell'interessato). Essi possono essere esternati o comunicati soltanto in forma aggregata, secondo modalità che rendano non identificabili gli interessati, ai sensi dell'art. 9 del Decreto Legislativo n. 322/89, come modificato dall'art. 12 del Decreto Legislativo n. 281/99. I dati possono essere utilizzati solo per scopi statistici, in base a quanto stabilito dall'art. 9 del Decreto Legislativo n. 322/89.